Il Gran Carnevale

Si festeggia da tempo (quasi) immemore. Durava quasi tutta una settimana,  a partire dal giovedì grasso,  per continuare il sabato grasso fino al martedì grasso (cioè il giorno prima delle ceneri). Una tradizione sentita da grandi e piccini che in queste giornate (o serate) si travestivano in vari modi, e , andando in giro per le strade o bussando alle case , cercavano di divertire ottenendo qualche dolciume o solo grasse risate.

Erano i “Mascar ad la Scua”. Spesso erano caricature di personaggi noti, o interpretazioni di favole e di personaggi storici o artistici.

La sera del martedì grasso tutte le maschere e le persone si ritrovavano nel Teatro Sociale per il tradizionale veglione ad la Scua con la premiazione delle maschere e dei gruppi particolarmente significativi. Ma esisteva , in parallelo un carnevale più sofisticato per la presenza di carri allegorici di figuranti particolari, che sfilavano per le strade la domenica e il martedì grasso,  frutto di un lungo e laborioso impegno di gruppi di artisti volontari e di mezzi e di materiali lungo il corso dell'intero anno.

La sfilata dei carri iniziava sul piazzale Rondò e saliva fra due ali di folla fino alla piazza della Chiesa, dove avveniva la premiazione del carro migliore, per poi scendere da via Trento (stra’ Vegia), il tutto con grande volteggiare di coriandoli e accompagnato da musiche a tutto volume.

Carri rimasti famosi furono : L’età della pietra, l'operazione chirurgica,il  Moulin Rouge, La nave “Frangi mutande”, il  Lando’ trainato da due possenti cavalli neri, fanciulle della Belle Epoque con tanto di aigrettes, piume di struzzo, collane e ventagli.  Peccato che portassero  il nr. 42 o 44 di scarpe! Perché erano tutti uomini.

Sul Biroc sfilavano Donna Amalia e Agostino Depretis (la Grisinena e la Gusena). ​

Il Gran Carnevale del 54